Perché 80% dei ritardi non vanno persi a causa dell'esecuzione
Introduzione: Il mito del “cantiere in fallimento”
Nell'immaginario collettivo dell'edilizia e delle costruzioni, un progetto in ritardo è spesso sinonimo di un cantiere mal eseguito:
- mancanza di produttività
- cattiva organizzazione
- squadre inefficaci
Tuttavia, la realtà dei progetti complessi (EPC, nucleare, infrastrutture) è tutt'altra:
La maggior parte dei ritardi non sono “persi”... sono mal identificati, mal strutturati o mal difesi.
1. Il vero problema: capire ≠ dimostrare
Un progetto può essere in ritardo per decine di motivi:
- modifiche tardive
- interfacce mal gestite
- decisioni del cliente
- vincoli esterni
Ma in un quadro contrattuale, ciò non è sufficiente.
Affinché un ritardo “esista” giuridicamente, è necessario dimostrare:
- la causa
- la responsabilità
- l'impatto sul programma
È precisamente il ruolo del analisi del ritardo :
identificare, quantificare e attribuire i ritardi con una metodologia strutturata
Senza questo, il ritardo è invisibile… anche se è reale.
2. Non tutti i ritardi sono uguali
È un errore grave nei progetti.
Un ritardo ha valore solo se impatta il percorso critico.
Esempio semplice:
- ritardo su un'attività non critica nessun impatto contrattuale
- ritardo sul percorso critico proroga della scadenza + potenziale costo
In pratica:
- Ci sono molti ritardi.
- pochi contrattualmente validi
I ritardi sono classificati (critico, giustificabile, compensabile, ecc.), e ogni tipo ha conseguenze diverse sui reclami.
Conclusione chiave:
80%: alcuni ritardi sono “non recuperabili” perché inseriti in modo errato nella pianificazione.
3. Il fattore decisivo: la documentazione
È qui che si gioca tutto.
Un ritardo non documentato equivale a un ritardo inesistente.
I progetti producono dati massicci:
- resoconti
- RFI
- piani modificati
- diari di cantiere
Ma senza strutturazione:
impossibile da:
- ricostruire la cronologia
- dimostrare la causalità
- dimostrare l'impatto
O
una solida documentazione consente di identificare gli eventi, quantificarne l'impatto e attribuire le responsabilità
4. Il ritardo è raramente un problema di esecuzione
È controintuitivo ma fondamentale.
Nei grandi progetti:
- Le squadre stanno generalmente eseguendo correttamente
- le pianificazioni deragliano a causa di fattori sistemici
Le vere cause frequenti:
- decisioni tardive del cliente
- maturità progettuale insufficiente
- interfacce contrattuali vaghe
- modifiche mal integrate
- cattiva gestione del float
E soprattutto:
Il ritardo diventa un problema quando non è strutturato nella pianificazione.
5. Il vero punto cruciale: trasformare il tempo in leva contrattuale
Un ritardo ben analizzato permette:
- una Proroga di tempo (EOT)
- una protezione contro le sanzioni
- una richiesta di risarcimento finanziario (prolungamento, interruzione, ecc.)
Il ruolo dell'esperto è chiaro:
analizzare gli eventi, attribuire le responsabilità e quantificare l'impatto per consentire una valutazione finanziaria
6. Perché 80% dei ritardi vanno “persi”
Poiché i progetti:
❌ ne structurent pas leur planning
❌ ne suivent pas le chemin critique
❌ ne documentent pas correctement
❌ ne pensent pas “contractuel”
❌ n’anticipent pas les claims
Risultato:
- i ritardi esistono
- ma non lo sono né provati, né difendibili
7. Il posizionamento ALVID (ad alto valore)
È esattamente qui che si trova la differenza tra:
❌ Un planner classique
Questo è l'avanzamento
✅ Une approche stratégique (ALVID)
→ qui transforme le planning en actif contractuel
Conclusione — Il tempo è un capitale contrattuale
I progetti non perdono tempo.
Perdono la capacità di dimostrarlo.
Il vero divario non è operativo.
È analitico, contrattuale e strategico.